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"Il tempo ritrovato è di gran lunga più piacevole di quello perso" (Cit. di Giovanna Albi)

sabato 1 giugno 2013

Epistola De amicitia

Buongiorno, sono Giovanna, ed oggi ti voglio presentare una mia epistola sull'amicizia. Spero che tu ne apprezzerai il valore. Baci Gio'

De amicitia.
Cara Paola,
Ero una donna confusa, avevo  la testa per aria, e mi perdevo e non capivo il valore della mia persona. Sì persona nel senso pieno del termine, persona responsabile, madre, moglie, insegnante, educatrice, progettattrice  del mio futuro. Eppure ho ricevuto un’ottima educazione, ho avuto genitori meravigliosi, uno purtroppo mi ha lasciata e ne avverto pungente la mancanza, ma dolce il ricordo.
 Un uomo libero che mi ha insegnato ad avere rispetto di me e degli altri, a capire la finitezza dell’uomo di fronte la forza della natura ,  a difendermi e a coltivare la mia anima. Ma arrivata, ad una certa fase della mia vita, avevo perso la bussola , non mi riconoscevo, ero depressa e sconsolata e a nulla sono serviti gli interventi dei terapeutici che mi hanno complicato la vita, anziché risolverla. Perché la vita si risolve? La vita si vive e basta. Avevo solo bisogno di un’amica vera, non so perché il destino abbia voluto che quell’amica fossi tu. Avevo bisogno di incontrare una persona vera, che mi aiutasse a recuperare la mia verità. E’ vero io ti ho cercata, ma preferisco pensare che il destino abbia agito per me; ti ho cercata e non sapevo chi avrei trovato. Tu ti sei stupita del mio bisogno di parlare con te e nemmeno io sapevo il perché di questa emergenza dell’anima mia. Poi è intervenuta la fede salvifica e mi ha spiegato che le persone non si incontrano per caso, ma c’è un destino provvidenziale che le unisce. Tu con la tua semplicità mi hai aiutata a recuperare fiducia in me stessa, a dare il giusto peso al valore delle cose,a relativizzare la drammaticità degli eventi, ad avere fiducia in me e nel mio futuro. Sono diventata una donna , non solo perché in me c’era il germe della purezza antica della mia anima, ma perché la stessa purezza l’ho vista rispecchiata in te.
L’incontro delle anime è un rispecchiamento e quando trovi una persona con cui condividere ideali e dolce e piacevole è il conversare dei destini più o meno comuni, quando parli col cuore in mano e non ti nascondi dietro una maschera di menzogne e convenzioni trovi un’amica vera. Con te sono stata sempre me stessa, non mi sono nascosta, ma rivelata , credo ci voglia coraggio ad essere se stessi, a non nascondere le proprie paure e i propri sensi di colpa e di inferiorità. Insieme alle mie parole si è rivelata la mia libertà di donna e la mia verità, tu mi hai ascoltata e una donna che sa ascoltare è una donna vera.
Avresti potuto non accogliere le mie parole, avresti potuto sbattermi la porta in faccia e tu questo non l’hai mai fatto, perché sei una donna, madre, insegnante, educatrice come me ed hai ascoltato  il mio bisogno , bisogno di parole, null’altro. Dicono che ci sono i terapeuti per questo o i padri spirituali, ma il mio è un mondo al femminile,i miei libri parlano di psicologia delle donne, forse sono la figlia del matriarcato e io avevo bisogna di un’amica spirituale, una cui poter confidare i segreti più intimi dell’anima mia. Il destino ha scelto te e spero che tu sia contenta di questa affinità elettiva.
Credo che col tempo abbia compreso la qualità della mia anima e le mie buone intenzioni,e lo credo proprio perché con la tua spontaneità mi hai fatto entrare nella tua vita, non sapendo nemmeno che, entrando nella tua,sono rientrata piacevolmente nella mia. L’amicizia è il valore più alto di un essere umano , esso supera l’amore, perché non conosce i compromessi a cui talora l’amore ci costringe,l’amicizia è gratuita , pura e disinteressata, totale. Ridà fiducia all’essere umano e scorre come una linfa vitale nelle nostre menti, l’amicizia ridefinisce i confini dell’essere e ci induce a guardare oltre noi stessi che siamo lì chiusi a preservare i nostri più egoistici interessi personali.
Ho tante amiche , tutte donne, ma ognuna mi mette davanti il ruolo e la convenzione e non parla alla mia anima, ho una grande amica che è mia sorella, ma la sua razionalità di medico mi spegne gli entusiasmi,ho un marito ottimo che mi ha lasciata libera di incontrarti. Sai era un rischio per me, avrei potuto incontrare una persona diversa, una che anziché ascoltarmi, mi schiacciasse con la sua personalità, io sono una donna determinata, ma estremamente sensibile e facile da scalfire, ma soprattutto vivevo in un delirio di onnipotenza narcisistica, chiusa nei miei ricordi , mi travestivo , fingevo a me stessa. Mi creavo dei mondi paralleli con la mia fantasia, passavo da un senso di inferiorità ad uno di superiorità, certa che avrei dominato il mondo con la mia fantasia ed intelligenza. Ma arrivata ad una certa età, si ha bisogno di un ricettacolo accogliente di se stessi, si deve saper vivere anche da soli, soffrire in silenzio e ascoltare quello che la nostra anima ci detta. Ho compiuto imprese inaspettate, ho percorso a piedi cammini spirituali, ho scritto libri di discreto successo, ma la mia inquietudine non mi dava pace, come il pungolo di una ricerca interiore, come un daìmon che parlava per me e voleva la mia verità. Con la mia fantasia mi era creata un alter ego con cui colloquiale, quando ho scoperto che l’alter ego sei tu, all’inizio sono rimasta io stessa stupita di avere un alter ego conosciuto per caso in un viaggio londinese del 1982 , in fondo ci conoscevamo di striscio ,a dire il vero io ti conoscevo, ma tu non conoscevi me o non ti ricordavi di me , ma ben presto i ricordi sono riaffiorati e il destino ha voluto che io mi rivelassi come in una tragedia sofoclea.
Immagina cosa sarebbe stata la mia vita se non ti avessi mai più ritrovata, sarei rimasta a parlare con i fantasmi della mia mente e non mi sarei ridefinita entro i miei confini spazio temporali e non avrei ridimensionato la potenza narcisistica della mia persona stravagante. Ora che io sia stravagante resta un dato di fatto, ma è così bello vivere una vita regolare ed onesta , godendo della  libertà di essere se stessi.
Sì, riflettiamo un attimo sull’idea di libertà: credo sia la madre di tutte le virtù, il punto di partenza, il nucleo ineludibile del nostro esistere, si può essere liberi anche tra le catene se si è se stessi: l’autarchia del saggio insegna che la libertà di chi basta a se stessi è il trampolino di lancio per ogni successo personale, e si è liberi se si superano i condizionamenti subiti e ci si guarda tranquillamente allo specchio della propria interiorità e si è liberi se si ha l’umiltà di chiedere aiuto .
Credo che la mia umiltà mi abbia ripagata, se fossi rimasta arroccata nel mio mondo di onnipotenza infantile non avrei incontrato te, ti ho chiesto con umiltà aiuto dopo aver percorso il cammino di San Francesco e non nascondo che ci è voluto del coraggio a contattarti . Il coraggio aiuta gli audaci, ma la vera audacia sta nel disvelare se stessi. Socraticamente mi hai evocata a me , alle mie responsabilità, mi hai inchiodata nei miei confini; tu nemmeno sai quale effetto terapeutico hai avuto su di me, nemmeno io lo so esattamente, ma il progetto divino quello certamente lo sa.
Sì, perché un progetto divino ci attraversa a prescindere dalla nostra volontà, sapevo di doverti incontrare ma non sapevo perché, certamente perché smettessi stoltamente di soffrire, ma chi può dire quale sia  veramente il nostro destino e cosa sarà di noi domani. Certo un domani migliore di oggi mi aspetta con la tranquillità di dire: io sono libera perché sono me stessa.
Ciceroniamente ti dico: se tu stai bene , io sto bene, e questo è il gesto più nobile dell’amicizia, godere del benessere dell’altro e ricevere in dono il proprio benessere. Insieme abbiamo sciolto un nodo esistenziale, questo è il risultato di un’apertura mentale notevole .Ognuna di noi cammina per il proprio destino, ognuna con le proprie belle famiglie come Dio ha voluto, ma ogni tanto ci rincontriamo e mi piacerebbe che a cercarmi fossi anche tu, che anche tu ogni tanto avessi bisogno , tra le tante amicizie che hai, della mia amicizia, perché orgogliosamente dico di essere un’anima bella.
La qualità platonicamente sta nell’anima da sempre, basta farla venire alla luce e l’amicizia è il tramite perché la qualità emerga. L’amicizia ha la stessa etimologia dell’amore ed è ciò che ci tiene lontani dalla morte. Io coltivo amore per la mia famiglia e amicizia con tanti esseri umani, ma all’apice ci sei tu tra le amiche, perché non smetterò mai di esserti riconoscente per quanto hai saputo fare per me e immagino che se lo hai fatto con me sei in grado di farlo con chiunque, così come io ora sono in grado di parlare col mondo e di aiutare i tanti pellegrini di questa terra che come me cercano soltanto il conforto di una bella amicizia. L’amicizia è gratuita compartecipazione al dolore e alla gioia dell’altro, io piango e gioisco per il destino che attraversa ogni essere umano, certa che tutto è relativo su questa terra e per quanto ci possiamo sentire potenti e inattaccabili, siamo tutti profondamente vulnerabili e non per nostra scelta, ma perché così è nel destino dell’uomo.”Stiamo come d’autunno sugli alberi le foglie”, questo stare , questo stare sospesi ci dà il senso della nostra precarietà e la vita non sarebbe tale se non avessimo una mano a cui aggrapparci , un amore, un amicizia, un figlio, per cui valga la pena di vivere con la cieca fiducia in un domani migliore In questo periodo di profonda crisi spirituale e non solo, l’amicizia contribuisce a salvarci pur nella profonda solitudine di ogni essere umano; sì perché in fondo, pur nella condivisione, ciascuno resta se stesso nell’angoscia e nell’attrattiva della sua irrepetibile unicità, che è anche solitudine. Io ho imparato a stare sola con me stessa: me l’ha insegnato mio padre, ma me l’hai insegnato anche tu, senza saperlo. Ho bussato alla porta della tua vita e ne sono uscita tutte le volte con molta discrezione, sempre con la mia innata paura di dare fastidio agli altri , ma spero proprio di non arrecare fastidio a te, che sei la mia amica. L’amicizia è per definizione piacevole e duratura, è un dare e un ricevere con sincerità di affetto , e di intenti e un perdere la propria arroganza e un mettere in gioco se stessi per poi tornare soli ma col conforto di essere persone belle, di avere dato senza ricevere in cambio nulla se non il bene più prezioso che è la nostra libertà di scelta. Dio ci ha voluti liberi di scegliere e, anche nella consapevolezza che un destino superiore ci attraversa, io ho scelto te come amica, un’amica della mia età che abbia una famiglia come me, un’amica verso cui porto rispetto e riconoscenza, un’amica di cui credo di essermi guadagnata fiducia lentamente.
L’amicizia è un foedus di reciproca fiducia , in cui le parti anche se partono sbilanciate, come nel nostro caso, perché a cercarti sono stata io , col tempo si allineano nella condivisione del medesimo valore in un rapporto empatico di compartecipazione al destino umano. So che la fede aiuta a coltivare questo altissimo ideale e di fede ne abbiamo abbastanza per crederci entrambe.
La fede illumina nella speranza del tempo ritrovato, allontana il battito sordo dell’angoscia di sentirsi soli ed abbandonati in questa terra in cui siamo solo di passaggio, in questa vita che è la peggiore della malattia perché certamente mortale, se non ci fossero fede ed amicizia la vita non avrebbe questo nome, ma sarebbe di per sé morte. Mentre ti scrivo tu stai certamente insegnando,  il destino avverso ha voluto invece  che io lasciassi il lavoro, ma nell’avversità mi rallegro l’animo scrivendo questa lettera che è nobile occupazione del mio tempo libero, del mio otium coatto a cui ormai sono abituata da tempo.
Così mi diletto a scrivere e spero che alate ti giungano le mie parole , che colpiscano il tuo cuore, che spero trovi il tempo di leggere quanto volevo farti pervenire da tempo e solo ora ho trovato la forza di dire.
Ave atque Vale
Tua amica Gio’