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"Il tempo ritrovato è di gran lunga più piacevole di quello perso" (Cit. di Giovanna Albi)

giovedì 19 dicembre 2013

La recensione di Ciro Pinto a "La favola bella di Synthesis e Calypso" di Giovanna Albi




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L’ultima fatica letteraria di Giovanna Albi: La favola bella di Synthesis e Calypso, Edizioni DrawUp, Luglio 2013.

Sintesys vaga tra amori finiti, conflitti interiori e una vita poco addomesticabile ai ritmi tediosi del quotidiano. Un fallimento: nessun uomo che resti con lei, il lavoro che perde, e l’ irrefrenabile voglia di fuga verso altro da sè, che le regali il perpetuarsi di passioni che mai possano sopirsi nel canto quotidiano di insopportabili nenie, dettate dai dettagli opprimenti del vivere.
Un’ improvvisa ribellione, tra ritmi di vita sballati e invertiti, tra giorni grigi e notti oniriche di fuochi accesi eppure fatui, la spinge a fermarsi e a ricercare le ragioni del suo malessere.

Il viaggio di Sinthesys, una donna quarantenne, moderna e attuale, inizia proprio con la visita all’amica Amìthas, più avanti negli anni, sposata e con figli. Amìthas vive negli archetipi classici della cultura ellenica, donna-tessitrice, moglie in attesa, fervida custode del casolare, eterna Penelope assisa al telaio della vita domestica, votata al suo Odisseo.
Le prime rivelazioni a se stessa giungono con la visita al tempio di Apollo, i ricordi risalgono alla mente, il primo amore e le prime ferite. Ogni volta la saggia Amìthas trova unguenti e filtri e pozioni che rendano sopportabili le fatiche e donino nuova energia per consentirle di proseguire il percorso.

Il viaggio continua, attraverso il Cammino di Santiago di Compostela, dove la donna apprende da un oracolo le diverse anime che aleggiano in lei, figlie di precedenti vite; prosegue sul Tibet, dove la verità, alfine, le verrà svelata. La donna scoprirà la sua più intima essenza, rimuovendo un’esperienza vissuta da fanciulla che le dispiegherà il giusto approccio alla vita.
Saprà vivere i suoi amori e troverà energie e passione che la porteranno a continuare la missione che porta nel cuore.
Non è possibile dettagliare il viaggio senza disvelare le soluzioni che Sinthesys trova al suo mal di vivere e ciò toglierebbe al lettore il sapore della scoperta attraverso le stesse fatiche della protagonista. La storia continuerà con la realizzazione piena della personalità della donna, con la mission che finalmente saprà dare alla sua vita.

Questa la lettura immediata sbobinando la storia di questa ricerca esistenziale. Ma, a mio avviso, La favola bella di Synthesis e Calypso è un’opera altamente allegorica. E i livelli metaforici sono più di uno.
-Un livello pedagogico. A ben leggere si scopre come Synthesis ricercando all’interno della sfera androgina le giuste proporzioni delle due componenti (maschile e femminile), tentando di regolare il ritmo veglia-sonno, di modulare la forza dell’ istinto e quella della ragione, di trovare, infine, la giusta misura dell’ attesa contrapposta all’ azione, sia semplicemente protesa alla ricerca spasmodica di un equilibrio che renda meno faticoso vivere.
-Un livello politico. La forza della partecipazione e della condivisione. L’accettazione del diverso, dell’altro da sé, come soluzioni dirompenti per la crisi che attanaglia i popoli moderni. Non a caso sono citate Italia e Grecia, sacre culle della civiltà, che oggi si mostrano al mondo con le piaghe della corruzione e del materialismo edonistico e mercimoniale.
-Un livello etico. Il percorso filosofico, psicologico e storico della protagonista simboleggia il percorso dell’ Umanità, oggi tesa a un benessere edonistico e mercimoniale che sta portando agli sfaceli della crisi economica e di valori.
-Un livello universale. Un percorso intenso e contorto che cerca alle basi del mondo le ragioni degli apici che ha raggiunto. Apici ingannevoli e precari, che rinnegano le basi granitiche che diedero inizio alla storia dell’ Umanità. L’ era moderna che ha dismesso la filosofia, come matrice e custode del pensiero, come scienza della riflessione, quella riflessione che diventa piacere del ragionamento, che sta alla base delle scelte politiche e della partecipazione nelle agorà ateniesi, culla di civiltà e democrazia.
-Un livello mistico. La condanna dell’ era moderna che disconosce i poteri della meditazione, i valori cristiani che elevano l’umanità e ne consentono la possibilità di perpetuarsi. Il richiamo a diverse discipline che hanno come fulcro principale l’ osservazione perenne dei fenomeni che ci circondano e l’ introspezione profonda dell’ anima, significa invocare la dismissione di un costume che trascina l’ uomo sempre più verso la sua natura di fagocitatore di cose e di eventi e non più verso l’ elevatezza del  governo del mondo che gli è affidato. Un percorso, quindi, che rivendica la supremazia del pensiero omnicomprensivo, dell’ inalienabilità della riflessione, della salvifica esperienza meditativa come occasione di elevazione spirituale.
Come in odore di Bimbo, anche in quest’ opera  Giovanna Albi usa una scrittura evocativa: un flusso di pensieri, ricordi e azioni che si susseguono, ritornano e si dispiegano in un ritmo circolare senza soluzione di continuità.
Una lettura che consiglio a tanti, una lettura che indottrina, accultura e disseta.
Ciro Pinto