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"Il tempo ritrovato è di gran lunga più piacevole di quello perso" (Cit. di Giovanna Albi)

sabato 23 marzo 2013

Recensione al libro di Lucia delli Santi.

Buongiorno,
oggi voglio presentarvi la recensione al libro di Lucia delli Santi
Pubblicato su "Il mio libro"
Posso entrare nel tuo Mondo?


Il " diario" , benché presenti qualche spunto ironico, è veramente toccante e denota la capacità dell’ autrice di immedesimarsi nella parte sia di Anna  sia di Ilde. Se ne desume una pregevole capacità introspettiva, come dal titolo stesso:" posso entrare nel tuo mondo?". L’opera esprime la consapevolezza che ciascuno di noi è un mondo di cui siamo protagonisti e spettatori e, se già è difficile entrare nel mondo di un altro sano, figuriamoci entrare nel mondo di una malata di Parkinson.Titanico è quindi lo sforzo di Anna di entrare nel mondo di Ilde mentre pietoso è lo sguardo rivolto a tutti gli ospiti della casa di cura. Il fulcro del racconto è quello della comunicazione e la netta percezione che siamo puzzle di circostanze accumulate nella memoria, puzzle che cade di fronte alle malattie degenerative.Questa idea del puzzle mi sembra molto concreta e reale: tutti siamo appuntellati nel nostro mondo e quando qualche figurina del mosaico viene meno ci sentiamo distrutti. Questo è il grido sommesso di dolore che si avverte leggendo, questo è quanto fa di quest’opera un saggio di straordinaria umanità. Il mondo di Ilde è in frantumi eppure riesce a cogliere ancora qualcosa dell’altro,particolari significativi di altri ospiti e l’affetto che Anna nutre nel suo riguardi, segno che un tempo fu una donna energica e che aveva un forte controllo del reale. Sì, la comunicazione, questo è il tema di fondo dell’opera, argomento su cui tutti dovremmo riflettere, sul quale l’autrice si mostra particolarmente esperta.Si vede sullo sfondo il tema della solitudine cui ci relega la malattia e la sensibilità di Anna coglie come le visite dei parenti si diradino in estate e di domenica. Allora il cuore le si stringe in una morsa di dolore.  Un opera degna questa, che fa riflettere e soffrire,anche quando si sorride ,con uno stile fluido, ma poco attento alla punteggiatura. C’è qualche refuso